La Shari’ah in Italia?
(il percorso che porta alla soddisfazione)
Nessuno vuole la Shari’ah in occidente. Neanche il più fervido dei credenti cerca di attuarla in questo mondo. Da nessuna parte è presente la legge che il Corano ha emanato. In nessun luogo, oggi, la Shari’ah governa.
Non certo l’Arabia Saudita può definirsi paese dove la Shari’ah legifera e vive. Neanche in Iran esiste un governo che possa sperare di emanare leggi che assomigliano alla Shari’ah. Figuriamoci in Egitto, Pakistan o Marocco. In nessun paese musulmano il Corano legifera. Se questo fosse vero, quel paese sarebbe il più potente, il più fulgido e splendente esempio di civiltà, dove chiunque vorrebbe vivere, non solo i musulmani.
Tutti quei paesi che si definiscono musulmani sono governati da leggi secolarizzate create dall’influenza di uomini che non hanno nulla a che fare con il Corano o, quando non è proprio ingerenza da parte di estranei anche alla religione, che impongono il loro volere in nome di una libertà idealizzata ma inesistente, voluta da pochi sull’intera popolazione.
Veramente pensate che il saudita Bin Salman, o il marocchino Muhammad VI, o il qatariota alThani, o il talebano Akhundzada, o il malese Yang di-Pertuan Agong, come i loro prossimi precedenti, hanno attuato la Shari’ah? Tutti questi paesi, come tutti gli altri di cui vi raccontano, sono distanti dalla legge del Corano quanto lo sono i paesi dell’occidente da dove vi scrivo.
È inutile che in Italia si continuano a raccontare chiacchiere su paesi che attuano la Shari’ah e sono presi a modello da eventuali musulmani professanti e ligi alla fede, da voler qui in Italia instaurare la legge del Corano.
Chi sarebbero questi musulmani che vorrebbero attuare la legge di Iddio l’Altissimo scritta nel Corano in Italia? In Europa? In Occidente? Sono quelli descritti dai media in modo molto sommario, tanto da farli somigliare a tutti e nessuno? Sono quelli scappati dai loro paesi in cerca di migliorare la loro vita? Sono quelli scappati dalle persecuzioni perché contrari a ciò che il loro governo attua? O sono quelli scappati dalle prigioni e arrivati qui in Italia con la speranza di migliorare e poi risucchiati dal loro stesso passato che li ha portati in galera anni addietro?
Lo dicessero chiaramente, chi sono questi musulmani che vorrebbero attuare la legge di Iddio, in un paese che non li concede neanche il diritto di professare la propria fede, in un paese dove questi presunti seguaci della Shari’ah, servono a poter indirizzare l’esasperazione e la depressione dell’italiano per fargli dimenticare l’inadempienza e la corruzione di chi gli ha promesso un miglioramento mai avvenuto.
Sono questi i musulmani che vorrebbero la Shari’ah?
Come può un uomo che è scappato dal suo paese per ragioni di vita, volere in occidente quella legge che gli ha reciso le origini della sua esistenza? Quella legge che lui pensa sia voluta da Iddio l’Altissimo, ed invece è solo un insieme di regole e parole create da uomini che vogliono imporsi su altri per avere potere e che con l’Islàm non hanno nulla a che fare.
Come può un ragazzo nato in occidente da famiglia straniera, dove la propaganda nettamente oscurantista verso l’Islàm, vuole attuare la Shari’ah? Come può questo ragazzo volere la legge del Corano quando non ha la minima conoscenza della sua religione perché guidato da cattivi maestri addestrati a farneticare idiozie sull’Islàm?
Come può un italiano che ha accettato la fede dell’Islàm volere la Shari’ah, se non ha mai percepito la sua naturalezza e la sua semplicità, perché abituato alle complicanze dell’occidente che tra mille cavilli, rivoli e interpellanze non si riesce mai a comprendere come una legge deve essere applicata?
Figuriamoci se tutte queste persone possano volere la Shari’ah nel nostro paese.
Essere musulmani in occidente non significa volere la Shari’ah. Chi ripete senza avere la cognizione di ciò che dice, come può essere preso in considerazione? Come può essere paragonato al resto della popolazione di fede musulmana?
Un uomo che è venuto in Italia per scappare dalla povertà, dall’ignoranza e dalla sudditanza sociale del suo paese, come può mai rappresentare un intera religione di cui non conosce se non le basi tramandate dalla sua famiglia di origine? Spesso senza una cultura adeguata o una conoscenza approfondita della teologia.
Come può un semplice cittadino della Padania o dei colli senesi o del Tavoliere delle Puglie come un abitante dei paesi dei nuraghi sapere del significato di Trinità e spiegarne la teologia? Questo per voi è un degno rappresentante di tutto l’italico cattolicesimo? Questo viene preso in considerazione come un vescovo di Napoli, Milano, Udine o Palermo?
La risposta, per chi è in grado di usare la conoscenza già la conosce. Il resto è solo inutilità guidata per interessi e poi, quando non servirà più, verrà buttata come stracci vecchi a essiccare sporchi di melma. Questo sono, coloro che dal nulla si ergono a conoscitori dell’Islàm o della Shari’ah, solo perché hanno ascoltato una parola che suona in modo strano alla loro infinitesimale conoscenza.
In questo mondo pieno di ignoranza e analfabetismo, nessuno può ergersi a giudicatore di un altro pensiero o stile di vita. Nessuno può minimamente raccontare cosa sia qualcosa che non ha mai approfondito.
In questo mondo dove la lettura di una singola riga, quando va bene, dà quella presunzione di conoscere miliardi di persone spesso con un idea della stessa esistenza completamente opposta.
In questo mondo arrivato ad essere fiero dell’ignoranza come si può comprendere qualcosa che proviene da Chi ha vi ha creato e Vi ha dato la vita del quale voi stessi non ne capite il senso?
Conoscersi, scambiarsi parole, abbracciarsi, mescolarsi nel pensiero e nell’amore del diverso, avere una regola per ogni singolarità, percorrere la strada della soddisfazione è il senso principale di quella legge che voi continuate, ignorandone le basi e le fondamenta, a spergiurare non avendone mai capito una sola virgola.
Se vuoi ascoltare l’articolo sul mio podcast:


